lunedì 31 agosto 2009

INTERVISTA AD AGOSTINO FRAGAI SU L'UNITA'

«Giù le mani dalle primarie, Manciulli sia chiaro»

L'Unità, domenica 30/08/2009

«Stanno facendo il passo del gambero». Agostino Fragai, assessore regionale alla partecipazione e candidato della mozione Franceschini alla segreteria regionale, ce l'ha con i sostenitori della mozione Bersani che sulle primarie «stanno producendo un ritorno all’indietro inspiegabile». Fragai non nasconde che la questione “primarie” di fronte alla crisi che anche in Toscana sta producendo «seri problemi occupazionali e quindi sociali», potrebbe sembrare troppo “politichese”, ma «è dalla qualità della democrazia che poi dipende la vita vera delle persone» spiega.

Lei dice che i sostenitori della Bersani sono contro le primarie. Perché?
«Non lo dico io, lo dice la mozione Bersani che in caso di primarie di coalizione il Pd deve avere un solo candidato. Lo ha ribadito l’assessore Conti a l’Unità, lo sostiene Ventura. In Toscana vorrebbe dire fare una parodia delle primarie che fin qui abbiamo conosciuto e sperimentato con successo riducendo la distanza fera cittadini e politica. La crisi della democrazia non è mica risolta. Non si può tornare, come si dice in Toscana, “ai santi vecchi”».

E perché sosterrebbero questa tesi?
«Da una parte c’è un adeguamento alla proposta Bersani sulla forma partito. Proposta legittima ma per me non condivisibile. Dall’altra perché c’è una classe dirigente che ha considerato le primarie come una medicina amara. L’hanno presa, ora si sentono guariti e pensano di poterne fare a meno».

E non si può farne a meno?
«No. Le primarie sono una forma stabile di partecipazione democratica delle persone alla politica».

Per la successione a Martini circolano i nomi del vicepresidente Gelli (Franceschini) e degli assessori Rossi e Conti (Bersani). Pensa ci possano essere primarie di coalizione con un solo nome Pd?
«Ricorrere alla legge regionale sulle primarie e utilizzare soldi pubblici per vedere un nome del Pd sfidare, che so, un nome dei Verdi sarebbe errato. Se le primarie si fanno in modo serio ci sarà più di un candidato Pd».

C’è chi pensa che sarebbe sbagliato.
«Lo chieda ai fiorentini. Io penso che a Firenze alle primarie non abbiano preso un abbaglio, ma abbiamo scelto Renzi perché volevano rinnovare. In più in Toscana abbiamo una legge, unico caso in Europa. Rinunciarvi o svuotarla sarebbe un passo indietro rispetto a un processo politico e culturale che è alla base della nascita del Pd. Nè ci si può nascondersi dietro la scusa che tanto tutti sono d’accordo. Chi sono questi “tutti”? Sono un ristretto gruppo dirigente o sono, come penso io, tutti i cittadini?».

Anche il presidente Martini ritiene che se c’è intesa nel Pd delle primarie si possa fare a meno.
«Stimo molto Martini, ma sta sbagliando. Ma su questo vorrei una risposta dal segretario regionale».

Da Manciulli?
«Sì, vorrei sapere se la pensa come molti suoi sostenitori della Bersani che puntano a cambiare lo statuto del Pd toscano che su questo tema è assai più aperto, e non è un caso, di quello nazionale».

Più aperto in che senso?
«Lo statuto nazionale prevede che alle primarie di coalizione può presentarsi come candidato Pd chi abbia almeno il 35% dell’assemblea regionale. Quello toscano abbassa la soglia al 25% e prevede anche la possibilità di candidarsi a chi abbia il 10% degli iscritti. C’è qualcuno che vuole riscriverlo? Vorrei che mi dicessero di no. Perché altrimenti sarebbe l’esempio più lampante che l’autonomia del Pd toscano viene fagocitata dalla mozione Bersani».

E tuttavia illustri sostenitori della mozioni Franceschini in Toscana stanno con Manciulli, come se lo spiega?
«La mia candidatura non è un atto personale, ma politico e se Manciulli contribuisce a far sapere che in Toscana ci sono parecchi sostenitori della mozione Franceschini non posso che ringraziarlo. Anche perché dovrà essere coerente tra questo suo presentarsi come candidato trasversale e le spinte sempre più forti che invece la Bersani sta facendo sul Pd toscano e le sue innovazione. Noi da certe caratteristiche toscane come le primarie non vogliamo tornare indietro al di là di quello che pensano e dicono a Roma. E poi comunque l’ultima parola spetterà il 25 ottobre a migliaia di persone che liberamente decideranno chi votare».

Nessun commento:

Lettori fissi