
Elettori e simpatizzanti del Partito Democratico affolleranno domenica i seggi per eleggere il segretario nazionale e il segretario regionale. Qualunque sarà il risultato, tuttora incerto, sarà una grande Festa della Democrazia, la festa dei tanti che crediamo che ogni cittadino deve esprimere direttamente la sua opinione sui temi che riguardano le nostre città, il nostro Paese, il bene comune di noi tutti; in una parola, la buona politica. Vadano a votare tutti coloro che si riconoscono o pensano di potersi riconoscere nel PD. Non è più il momento di delusioni e recriminazioni. Quante più persone voteranno, tanto più efficaci saranno la forza trasmessa al maggiore partito dell’opposizione e il segnale politico di cambiamento inviato al Governo.
Tra i candidati noi preferiamo Franceschini per la segreteria nazionale e Fragai per quella regionale. Franceschini, da segretario nazionale negli ultimi otto mesi, ha impresso uno straordinario cambiamento al PD per leadership ed efficacia d’azione. Sa decidere con metodo democratico, è netto nelle sue posizioni, riconosce subito francamente gli errori commessi. Merita di aver confermata fiducia. Come ha detto Fassino durante la visita di giovedì a Pisa, Franceschini rappresenta meglio di ogni altro il partito nuovo, unito, plurale, fiducioso, giovane, lungimirante che abbiamo a lungo sognato e poi fondato. Una persona leale lo ha definito Veltroni.
Gli iscritti al PD si sono divisi tra le tre mozioni ma alla fine ne è emerso un partito ancora più unito nei valori e nei comportamenti. La competizione tra i candidati è stata vera ma mai aggressiva. Alla Convenzione Nazionale Franceschini, meritandosi una standing ovation, ha detto che, se fosse eletto, chiamerebbe accanto a sé come principali collaboratori Bersani e Marino. Questo è il PD che gli elettori vogliono, da sempre.
Ad un Governo che indulge a comportamenti discriminatori nei confronti degli immigrati e maschilisti nei confronti delle donne, Franceschini risponde indicando per le vicesegreterie le candidature di un immigrato e di una donna. Un segnale alla società civile che spesso è assai più avanti di quella politica. Eguaglianza, regole, merito sono le sue parole chiave. La destra lega la crescita della società alla spinta sociale proveniente dalle diseguaglianze. Il PD ritiene invece che uno sviluppo sociale ed economico rapido e duraturo si ha solo in una società in cui si riducano le diseguaglianze. Una società “eguale” perché attenta al rispetto delle regole da parte di tutti, senza eccezioni o condoni, e in cui, a parità di opportunità, sia premiato il merito personale di ciascuno.
E’ la direzione verso cui il PD vuole muoversi, mai rinnegando le radici di ciascuno ma integrandole in un futuro riformista comune. In fondo è anche la storia da cui il PD proviene. Eletto segretario, Franceschini giurò fedeltà sulla Costituzione nelle mani del padre partigiano. A questa stessa storia, alla storia della nostra Costituzione alla cui stesura concorsero insieme con grande rispetto reciproco cattolici democratici, socialisti, comunisti e laici azionisti, noi vogliamo dare nuova linfa eleggendo Dario Franceschini.
Luciano Modica – Coordinatore provinciale Mozione Franceschini