da "L'Unità", 13/09/2009
"Il Pd non è una parentesi per poi ricominciare daccapo come prima...». Dario Franceschini è segretario da sette mesi, ha preso sulle spalle la difficile eredità di Veltroni, ha guidato il partito nella bufera della sconfitta e ora cerca la riconferma. «Il nostro obiettivo - dice subito scandendo le parole - deve essere chiaro: fare un Pd che sia in grado di mandare a casa Berlusconi...».
Segretario, cominciamo dal premier che provoca imbarazzi internazionali: è davvero un uomo in declino?
«Non vedo più tracce di equilibrio in lui, è un uomo impaurito e nervoso. Credo che siamo in presenza di una forma di moderno autoritarismo e tutte le forme di autoritarismo, anche quelle mascherate, sono più pericolose nella fase del declino perché riservano colpi di coda».
Quindi il dopo Berlusconi è già cominciato?
«Riportiamo l’orologio indietro, alle europee. Tutti ci aspettavamo un Pdl sopra il 40% e il crollo del Pd. Ma questo non è avvenuto. Il dopo Berlusconi è cominciato lì. Attenzione, però: il percorso sarà lungo e doloroso. Per questo dobbiamo vigilare e fare più opposizione».
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lunedì 14 settembre 2009
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